Le nostre terrecotte
Gli strumenti per lavorare la terracotta

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La lavorazione della terrecotta
Tutto comincia dalla terra. Si macina, si setaccia, e mentre i sassi e le impurità se ne vanno, resta solo la materia giusta, quella che poi prenderà forma.
Alla terra si aggiunge l’acqua, e si mescola fino a diventare una cosa sola.
Poi il silenzio: l’argilla riposa, e nel riposo si fa docile, pronta a farsi guidare.
Viene il momento delle mani. Con le tecniche di sempre – il tornio, lo stampo, la foggiatura — la materia prende la forma desiderata, e ogni gesto lascia il suo segno.
Segue l’attesa dell’asciugatura: deve essere completa, totale, perché il fuoco non perdona l’umidità.
È il momento della cottura, almeno trentasei ore a circa 1020 gradi, poi in una lenta discesa di calore che nessuno può accelerare.
È qui che la terracotta trova il suo colore, quello naturale, non imposto, quello che era già dentro la terra e che solo il fuoco sa rivelare.
All’uscita dal forno, l’ultimo gesto è l’acqua: le terrecotte vengono bagnate, come per un saluto.
Poi sono pronte. Pronte per partire, pronte essere esposte in tutta la loro bellezza.
La colorazione della terrecotta
Tutti i nostri vasi, oltre che nella tipica colorazione rossa della terracotta dovuta all’ossido di ferro presente nella terra impiegata, possono essere realizzati in altre cinque varianti di colore.
In fase di lavorazione si aggiungono degli ossidi coloranti che conferiscono al prodotto finito una determinata tonalità. Questo permette di integrare gli arredi anche per l’interno.







